sabato 15 aprile 2017

Pasqua dove vuole (il padrone)


La questione delle aperture degli esercizi commerciali nei giorni festivi è un caso esemplare, se vogliamo divertirci ad esaminarlo.
Possiamo assumere che le persone non mangiano e non bevono di più, nè consumano più calzetti, se i negozi sono aperti un giorno in più ?
Se accettate questo presupposto, ne consegue che la quantità totale di merci che ciascuno di noi acquista in una settimana (o, se preferite, in un anno), a parità di altre condizioni, è sempre la stessa.
Dunque, quando il primo supermercato decide di rimanere aperto in un giorno festivo, esso si guadagna il monopolio del pubblico che gradisce passare le feste nei centri commerciali, che, per quanto costituito da una manica di pervertiti, è pur sempre una fetta di mercato, e con questo si avvantaggia sulla concorrenza.
Ne consegue che tutti gli altri supermercati sono costretti a fare la stessa cosa, per non perdere quote di clientela. E nel momento in cui tutti sono aperti nei giorni festivi, nessuno ha più nessun vantaggio sugli altri.
Risultato finale: ciascuno vende esattamente la stessa quantità di merce di prima, con in più il costo aggiuntivo di stare aperti un giorno in più (se non altro bisogna pagare il personale). Costo aggiuntivo che inevitabilmente si scaricherà sui clienti. Quindi il bilancio netto è un danno per tutti.
Il paradosso è che, anche una volta constatato il danno, nessuno può più permettersi di tirarsi indietro, perchè perderebbe clientela a vantaggio dei concorrenti.
Alla fine, lasciando ciascuno libero di decidere secondo il proprio interesse, abbiamo ottenuto una situazione che danneggia tutti, ma da cui nessuno può uscire.
Alla faccia di quelli che ancora credono alla favoletta che il libero mercato è in grado di correggersi e regolarsi da sè, che la libera concorrenza conduce inevitabilmente alle condizioni migliori possibili, e che se si lascia ciascuno libero di perseguire il proprio interesse si ottiene invariabilmente il meglio nell'interesse collettivo.
L'unica soluzione, ovvia, è la vecchia cara REGOLA: orari e giorni stabiliti, che tutti devono rispettare, altro che libero mercato.
se si lascia ciascuno libero di perseguire il proprio interesse, si produce un danno per tutti.

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