sabato 9 novembre 2013

Notizie dallo Sprofondo Nord

Pruderie voyeuristica piccolo-borghese falso-moralista ?
Mah.

La ricchezza della Chiesa


"I poveri e i malati sono ricchezza per la Chiesa"

L'Argentino dimostra scarsa dimestichezza con la letteratura italiana: è automatico qui riesumare la poesia di Stefano Benni del 1978, nella sezione "Le poesie del Papa" di Prima o poi l'amore arriva, ove il Papa era il breviregnante Giovanni Paolo I, il bellunese Albino Luciani.

La ricchessa della chiesa

La ricchessa della chiesa
sono i poveri e gli oppressi
che però come ricchessa
non ti danno gli interessi
Se vuoi fare investimenti
meglio vendere i poareti
e comprare apartamenti

mercoledì 6 novembre 2013

Un'ombra di dubbio

Mi dispiacerebbe cogliere in fallo scienziati illustri; ma mi sono imbattuto in un'esposizione di calcolo delle probabilità che mi ha dato molto da pensare.
Ho iniziato a leggere "La fisica del diavolo" (5a edizione, Bollati Boringhieri 2012) del fisico Jim Al Khalili dell'Università del Surrey, nella speranza di capire un pò di più di una materia a me piuttosto ostica, che l'autore, ottimo e famoso divulgatore, si propone di esporre in modo piacevole attraverso paradossi e fatti apparentemente contrari al senso comune e la loro spiegazione. Interessante.

Nel primo capitolo si fa un pò di "riscaldamento mentale" con qualche elemento di teoria delle probabilità, prima di addentrarsi nella fisica più "dura" e la lettura risulta in effetti piacevole.

Si parla di probabilità condizionale, e come in tutti i testi che affrontano l'argomento, viene ripresentato il canonico "Paradosso di Monty Hall". E' in effetti un caso divertente e vale la pena di riproporlo brevemente: si rifà ad un antico gioco a premi televisivo americano: il concorrente veniva posto di fronte a una scelta fra tre porte chiuse, o fra tre scatole. Una nasconde un premio di valore, e le altre due sono vuote o celano cianfrusaglie. Il concorrente sceglie, diciamo, una scatola, ed il conduttore (Monty Hall, appunto), che conosce la disposizione dei premi, cerca di insinuargli dubbi, tenta di indurlo ad accettare un premio modesto e rinunciare alla scatola, e così via.
Infine, il conduttore del gioco apre una delle due scatole rimaste sul tavolo e fa vedere che è vuota; poi propone al concorrente: "Ora, se vuoi, puoi scambiare la scatola che hai scelto con l'altra."
A questo punto che cosa si dovrebbe fare ?
La questione fu posta, molti anni dopo, da un lettore della rivista Parade nella rubrica tenuta da Marilyn vos Savant, donna divenuta celebre per avere il Quoziente di Intelligenza più alto mai misurato (185); la vos Savant rispose che il giocatore avrebbe dovuto senz'altro cambiare la sua scelta.
Apriti cielo ! Matematici ed accademici insorsero contro di lei, ricevette lettere di protesta e persino di insulti, richieste di rettifica e ingiunzioni a scusarsi, riconoscere l'errore e arrendersi all'evidenza: alla prima scelta si ha il 33 % di probabilità di indovinare il premio; una volta eliminata una delle scatole "perdenti", ciascuna delle altre avrà il 50 % di probabilità di essere quella buona: non c'è nessun motivo per cambiare.
Ma non è così. Sarebbe così se tutte le scelte fossero casuali, ma nel sistema c'è un elemento che agisce in modo non casuale. Il conduttore, che conosce il contenuto delle scatole, non aprirà mai la scatola contenente il premio, facendo finire il gioco: aprirà sempre una scatola vuota. Quindi, se all'inizio il premio aveva il 33 % di probabilità di essere nelle mani del concorrente, ed il 67 % di essere in una delle scatole restanti, dopo l'apertura della scatola vuota le probabilità del concorrente di avere indovinato la scelta non cambiano affatto: rimangono del 33 %, mentre il restante 67 % si è concentrato tutto nell'unica scatola rimasta. Cambiando la sua scelta il concorrente raddoppia le sue probabilità di vincita. Marilyn vos Savant aveva ragione.
Fin qui tutto chiaro.
Ma nell'allargare la visuale sull'effetto delle conoscenze a priori sul calcolo delle probabilità, Al Khalili si avventura in un esempio che mi è suonato davvero stonato: testo originale:

"Supponiamo di voler comprare due gattini. Chiamiamo il negozio di animali e il proprietario ci dice che due gattini fratelli sono appena arrivati in negozio quel giorno, uno nero e uno tigrato. Chiediamo se sono maschi o femmine e consideriamo due possibili risposte del negoziante:
a) Dice: "Ne ho controllato uno, ed è maschio". Con questa sola informazione, qual è la probabiliità che entrambi i gattini siano maschi ?
b) Dice: " Ho controllato quello nero, ed è maschio". Qual è in questo caso la probabilità che entrambi siano maschi ?
La risposta non è la stessa nei due casi. Sebbene in entrambi i casi sappiamo che almeno uno dei due gatti è maschio, è solo nel secondo caso che sappiamo quale. Questa informazione in più cambia le probabilità, vediamo come.
Iniziamo elencando tutti i possibili casi:

Nero Tigrato
1 Maschio Maschio
2 Maschio Femmina
3 Femmina Maschio
4 Femmina Femmina

Consideriamo ora la prima risposta del negoziante: uno dei due è maschio. Questo ci dice che le possibilità sono in tutto tre, le prime tre nella tabella: entrambi maschi, il nero è maschio e il tigrato è femmina, o il nero è femmina e il tigrato è maschio. quindi c'è una probabilità su tre che siano entrambi maschi.
Però, se la risposta del negoziante è: quello nero è maschio, questa informazione aggiuntiva elimina le opzioni 3 e 4 nella tabella, lasciando solo due possibilità: o sono entrambi maschi, o il nero è maschio e il tigrato è femmina.
Ora le probabilità che siano entrambi maschi è una su due."

Questa esposizione mi ha lasciato diversi dubbi: "nero" e "tigrato" sono davvero delle conoscenze a priori in grado di influire sulle probabilità ?
Aggiungo io un altro caso: se il negoziante non avesse dato nessuna aggettivazione identificativa ai due cuccioli e, omettendo qualsiasi indicazione sui colori, avesse detto semplicemente: "Ho due gattini; ne ho controllato uno, ed è maschio" le probabilità che siano maschi tutti e due ritornano ancora al 50 % (quello controllato è maschio, e quindi dipende soltanto dal sesso di quello che non è stato controllato); c'è qualche cosa che non mi quadra.
E' possibile che la sola aggiunta di un codice identificativo possa determinare una tale discontinuità e modificare in questo modo le probabilità di quello che è, in fin dei conti, sempre lo stesso evento ? Non ci credo.
Dopo averci pensato su per benino, e averci riflettuto in modo approfondito ed esauriente, diciamo un paio di bicchierini almeno, sono giunto alla seguente conclusione:
Non è vero che se ho controllato un gatto qualsiasi ed è maschio, le probabilità che siano maschi tutti e due sia 1/3.
Abbiamo eliminato la possibilità che siano due femmine; rimangono possibili i rimanenti tre casi:
- tutti e due maschi: e questo è un evento che può darsi qualunque sia il gatto già esaminato;
- nero maschio e tigrato femmina: ma questo è, a questo punto, un evento possibile solo nel caso che il gatto già esaminato sia quello nero: quindi solo per il 50 % dei casi possibili; la sua probabilità, secondo me, andrebbe quindi moltiplicata per 0,5.
- nero femmina e tigrato maschio: possibile solo nel caso che il gatto esaminato per primo sia quello tigrato: l'altro 50 % di probabilità.
Quindi, è vero che i casi possibili sono tre, e solo uno porta al risultato "due maschi"; ma, per le premesse date, i tre casi non sono equiprobabili, e le probabilità delle due situazioni che conducono a un maschio e una femmina, a mio modestissimo parere, vanno a loro volta moltiplicate per 0,5: ed ecco che si ritorna al solito 50 % previsto da tutte le altre condizioni descritte.
Trovata una soluzione al mio dilemma, che mi sembra tutto sommato ragionevole, mi trovo ora di fronte ad un dilemma ancora peggiore: E' mai possibile che abbia ragione io, che sono un dilettante allo sbaraglio, e che fior di specialisti ben più qualificati di me si siano fatti sfuggire la soluzione corretta ?
Mi sembra davvero difficile da credere, e richiederà ulteriori meditazioni. Dovrò stappare un'altra bottiglia.

lunedì 14 ottobre 2013

Notizie dal pianeta Clarion


Prendasi un pezzetto di umile focaccia salata, e lo si riscaldi al forno per qualche minuto; sulla focaccia calda, austeramente si stendano alcune eteree fettine di morigerato lardo aromatizzato alle erbette, e si osservi il viraggio verso la trasparenza del grasso che si scalda sulla superficie della focaccia prima di assaporare, morigeratamente.
Non è il più tradizionale dei pranzi domenicali, ma la scelta del giorno di attuazione di tale parca ricetta discende dalla necessità pratica di non fare diventare troppo vecchi nè la focaccia nè il lardo.
Durante la morigerata fase di digestione del frugale pasto, acciottato sull'umile sofà della mia modesta dimora, intento in letture scarsamente impegnative, e con un occhio sullo scorrere di qualche inutile notiziario televisivo, mentre mi domandavo che fine avesse fatto la manifestazione in difesa dei principi Costituzionali indetta per il giorno prima e misteriosamente scomparsa dai mezzi di informazione, ecco che s'ode suonare il citofono.
Un'occhiata dalla finestra permette di riconoscere alcuni tratti fenotipici assolutamente inconfondibili: un duo di persone dello stesso sesso (in questo caso femmine), una giovane ed una più attempata, che suonano tutti i campanelli consultando un'agenda, con un paio di borse presumibilmente piene di rivistine simili a quelle di cui tengono sempre in mano qualche copia.
Testimoni di Geova: ne erano già passati altri esemplari, maschi e maldestramente parcheggianti, domenica scorsa, come documentato in un apposito post precedente, per qualche visita più mirata; questa settimana, invece, c' è lo screening di massa in cerca di nuove prede da adescare.
Constatato che non si presentavano casi di emergenza, come quelli usuali di condomine petulanti che, chiacchierin-chiacchierando, perdono la cognizione di sè e del mondo che le circonda, e finiscono per chiudersi fuori dal cancello, non ho nemmeno risposto.
Tanto si sa già per esperienza che qualsiasi discussione è inutile. Gli adepti della setta hanno imparato la Bibbia a memoria, e considerano quella l'unica possibile fonte di conoscenza; trattandosi di un testo estremamente vago e contraddittorio, vi si possono trovare appigli a sostegno di qualsiasi affermazione, come pure del suo contrario. Quindi la loro convinzione di essere nel vero è del tutto impermeabile ai fatti.
E se i fatti osservati sono in contrasto con le loro convinizioni, è evidente che sono falsi i fatti. Tanto nella Bibbia si troverà sempre qualche mezza parola interpretabile in modo tale da giustificare l'esistenza di tali apparenze ingannevoli.
Ma se devo ritenere falsi i fatti osservati, perchè dovrei credere che invece sia vero quello che c'è scritto nella Bibbia ? Perchè lo dice la Bibbia che quello che c'è scritto nella Bibbia è vero, in perfetta circolarità.
Già: com'è possibile che le nostre convinzioni fideistiche non vengano minimamente scalfite neanche dalle evidenze fattuali più palesi e lampanti ?
Come può avvenire che la nostra intelligenza si arrocchi a non voler abbandonare un'idea preesistente anche quando si presentano tutte le prove della sua falsità e infondatezza ?
Come si spiega la quantità di persone che incontro, che ancora si abbarbicano alla confortante insicurezza che il riscaldamento climatico globale non sia poi così dimostrato, e comunque non derivi dalle attività dell'uomo, pur di fronte alle prove, ai modelli e alle conferme che la comunità scientifica accumula quasi quotidianamente ?
Come è possibile che elettori berlusconiani qualsiasi, non servitori o complici vincolati a qualche diretta convenienza personale, siano tuttora convinti della levatura di grande statista del Decadente, contro ogni evidenza ? Che sia sufficiente leggere Sallusti per uscire così definitivamente dal campo di percezione della realtà ?
Di quali moviole mentali abbiamo bisogno per renderci conto che qualche convinzione di cui eravamo tanto sicuri è finita in fuorigioco, se nemmeno i fatti sono sufficienti ?

Così, a partire dagli scampanellanti, mi è tornata in mente una storia che mi era capitato di leggere giorni addietro, che forse voi già conoscete, poichè si tratta di cronaca di parecchi decenni fa; per coloro che, come me, non ne avessero sentito parlare prima, vale la pena ripresentarla brevemente; non risponde a nessuna delle domande, ma è ugualmente istruttiva.
Si parte da Chicago all'inizio degli anni '50. Una massaia, di nome Dorothy Martin, che aveva già avuto frequentazioni con il movimento Dianetics di Ron Hubbard (ciò che sarebbe diventato poi Scientology), affermò di ricevere messaggi dagli extraterrestri, che le preannunciavano l'imminente fine del mondo.
La signora Martin raccolse intorno a sè ed al suo culto una ristretta setta di devoti fedeli, chiamati Seekers.
I Seekers non cercarono pubblicità, le adesioni erano raccolte attraverso reti di fiducia personale, ed occorreva convincere il gruppo di essere sinceramente credenti nella verità che i messaggi dallo spazio rivelavano alla signora Martin. Tuttavia le informazioni finirono per apparire su qualche giornale e divennero di dominio pubblico; fu così che lo studioso di psicologia sociale Leon Festinger riuscì ad intrufolarsi nella setta e a raccontare gli eventi in un libro, intitolato When the Prophecy Fails.
Gli alieni, dal pianeta Clarion, avevano avvertito la signora Martin che Dio avrebbe decretato la fine del mondo, con il collaudato metodo del diluvio, stavolta definitivo, il 21 dicembre 1954.
(Osserverei, di passaggio, che nella moltitudine di date previste per la fine del mondo, spiccano per frequenza quelle prossime al solstizio d'inverno, in una simbolica coincidenza con la minima durata delle giornate: come se a finire dovesse essere solo l'emisfero Nord.)
Tuttavia, i veri e sinceri fedeli della setta sarebbero stati portati in salvo con un'astronave dai Clarionesi (? Clarionici ? Clarioniani ? Calarionini ? Clarionensi ?), che avrebbero mandato un emissario a prelevarli a mezzanotte a casa della signora per accompagnarli al veicolo spaziale parcheggiato in un'apposita area un pò meno in vista che nell'abitato di Chicago, a scanso di pubblicità e contravvenzioni.
Come non credere ad una profezia del genere ? Molti lasciarono lavoro e famiglia, e vendettero le proprietà nell'imminenza della fine del mondo. Il pomeriggio del 20 dicembre i Seekers si radunarono a casa della signora Martin in attesa della mezzanotte. Si liberarono di tutti gli oggetti metallici, fibbie, chiusure lampo, ecc., che non potevano essere portati sull'astronave, e aspettarono l'emissario degli extraterrestri che li avrebbe condotti via, in salvo.
Mezzanotte passò, e nessuno si fece vivo da Clarion. D'altra parte, non iniziarono neppure le piogge che avrebbero dovuto provocare il diluvio.
Nessuna salvezza, ma neppure alcun segno della fine del mondo era in vista.
Alle ore 4:45 la signora Martin annunciò di avere ricevuto un nuovo messaggio da Clarion: la fine del mondo era stata evitata grazie al fervore dei fedeli lì radunati. Tanto sincera era stata la fede dei Seekers, che Dio aveva cambiato idea. Più o meno testualmente: "Il piccolo gruppo, che era stato in attesa per tutta la notte, aveva diffuso così tanta luce che Dio aveva salvato il mondo dalla distruzione."
Dal giorno dopo, i Seekers iniziarono a cercare di fare proselitismo a tutto spiano, come mai avevano fatto prima; fecero di tutto per farsi intervistare dai giornali, come fino ad allora avevano evitato, e cercarono di allargare il loro piccolo gruppo e di coinvolgere più persone possibile nella loro fede, che finalmente si era rivelata VERA !
Quella notte, messi di fronte alla prova evidente della falsità delle loro convinzioni, si erano invece ancor più persuasi di essere nel giusto e che realmente erano stati loro a salvare il mondo dal diluvio.
Dunque, come sminare il campo dalle fedi irrazionali a cui le persone si affezionano così tanto e così facilmente ? Semplicemente, non lo so; questa antica storia fa capire solo che le dimostrazioni basate sui fatti difficilmente possono servire, almeno a breve termine (e d'altra parte, quando si sentono risposte del tipo: "Ma io ho bisogno di credere che sia così", c'è poco da slanciarsi).
Dopo il 1954, i Seekers godettero di cattiva stampa, e il gruppo si ridusse via via di numero; la signora Martin emigrò per evitare il ricovero in ospedale psichiatrico, ma continuò a comunicare con gli alieni, pur ammettendo che i messaggi le risultavano sempre più incomprensibili. Morì nel 1992. L'associazione "Sister Thedra", erede dei Seekers e spostatasi in Arizona, risultava ancora attiva nel 2008.

martedì 8 ottobre 2013

L'ormone di Penelope



C'è stata una notiziola comparsa qualche giorno fa sulle riviste scientifiche che ha fatto un certo rumore soprattutto negli Stati Uniti, ma non è detto che non abbia ricadute interessanti un pò dovunque.
Tutti sappiamo che è vietato somministrare al bestiame da carne ormoni anabolizzanti per fare aumentare più rapidamente il peso degli animali; forse non tutti sanno che è vietato nell'Unione Europea, ma negli Stati Uniti e in Canada si può. I tristi fast food della frenetica settimana lavorativa, come gli ancor più tristi barbecue domenicali obbligatori in tutti i giardini tutti uguali delle casettine tutte uguali tutte belle in fila, richiedono materia prima gonfiata a tutta velocità.
Lo steroide che va per la maggiore tra i bovini americani (cosiddetta "dieta Del Piero"), è il trenbolone acetato, che ha un effetto anabolizzante 8-10 volte maggiore del testosterone.
Nel cercare di documentarmi per scrivere questo post, ho fatto una scoperta collaterale ancora più notevole: qualsiasi ricerca si faccia su ormoni steroidei, si ottiene una lista di rimandi a siti di palestre e body-building. Il trenbolone è vietatissimo per uso umano, infatti se siete interessati lo trovate in vendita on-line a soli 7,14 Euro per 100 mg, consigliato in particolare per ciclisti e culturisti, e i web-venditori vi danno anche tutte le indicazioni sugli altri ormoni con cui alternarlo per ottenere l'effetto doping più efficiente, avvisandovi, doverosamente, che possono beccarvi positivi se vi controllano anche oltre 30 giorni dopo la fine del trattamento. Davvero istruttivo.

Ma torniamo alle stalle nordamericane dove si allevano i candidati a monumentali bisteccone e dozzinali MacChissachè. Il trenbolone acetato, dopo avere svolto il suo patriottico compito di aumentare la massa grigliabile, lascia il corpo del bovino per le vie più facilmente immaginabili, sotto forma di 17-alfa-trenbolone, principale prodotto del suo metabolismo; esso andrà a collocarsi in parte nei pittoreschi, imponenti cumuli marroneggianti che scandiscono il paesaggio nei dintorni degli allevamenti e finiranno per concimare i campi, e in parte, via acque di lavaggio, defluirà nei fossi e quindi nei fiumi e nei laghi.
Il 17-alfa-trenbolone, che conserva una moderata attività ormonale, è un importante disruptore dell'azione degli ormoni naturali negli organismi esposti, e combina una quantità di pessimi scherzi ecologici: fa cambiare sesso e riduce la fertilità dei pesci, e altre cosucce di questo genere. Il motivo per cui le autorità americane hanno ugualmente autorizzato il suo uso negli allevamenti, è la comprovata evidenza che si degrada velocemente alla luce, quindi sparisce in poco tempo dalle acque superficiali.
Ma uno studio, pubblicato su Science a fine settembre, fa luce su ciò che avviene sotto le stelle a ciò che esce dalle stalle: è vero che l'ormone si degrada alla luce, ma la reazione è reversibile, e al buio l'equilibrio si sposta verso la rigenerazione della molecola attiva.
Sulle prime, ero rimasto piuttosto sorpreso, e l'idea era parsa inconcepibile anche ai miei colleghi chimici: a concentrazioni così basse, i prodotti di degradazione non si reincontreranno mai più, mi dicono. Ma mi pare di aver capito che in realtà, le reazioni coinvolte sono semplici idratazioni/disitratazioni di qualche parte della molecola che non intaccano lo scheletro fondamentale dello sterolo, e quindi tutto torna meglio comprensibile.
Se dunque si ricostituisce di notte quello che si disfa di giorno, vuol dire che l'impatto sull'ambiente dei residui di ormoni nelle acque reflue è stato finora ampiamente sottovalutato: si stima il tempo di persistenza dell'inquinante, considerando che una volta che si è degradato è andato, e addio, non c'è più; e invece quello poi ritorna (e i tecnici che vanno a prelevare i campioni delle acque dei fiumi di solito ci vanno di giorno).
Inoltre, occorre aggiungere che altri ormoni con strutture chimiche simili sembrano andare incontro allo stesso tipo di processo di degradazione reversibile con resurrezione notturna: ad esempio il dienogest, contraccettivo orale che si riversa nelle acque via scarichi delle pipì delle signore, o il dienedone, che è un altro di quei prodottini poco leciti che potrebbe avere avuto un picco di concentrazione nelle acque del Po qualche anno fa, quando la Juventus ha dovuto in tutta fretta svuotare gli armadietti.
Quindi, non solo i barbari d'oltreoceano che considerano i prelibatezze i loro orrendi hamburger (pur alternandoli con il fine esotismo italiofilo delle pizze con marmellata e ananas), ma anche noi nella cara vecchia Europa, potremmo avere le nostre acque esposte ad inquinanti infidi, con effetti pesanti sulla fauna, e finora largamente sottostimati a causa delle loro insospettabili attitudini vampiresche.

domenica 6 ottobre 2013

Ostruzionismi Biblici



I Testimoni di Geova vengono a distribuire le loro rivistine e piantano l'automobile messa così ! E se adesso arriva la fine del mondo e i miei vicini non possono nemmeno uscire dal cancello ? Eh ? Come la mettiamo ?