domenica 14 aprile 2024

Aggiornamento al post del 19 febbraio

 Non è un Paese per alberi.


In febbraio avevo segnalato all'Ufficio Ambiente del Comune tra alberi di un viale del centro cittadino il cui tronco è costretto da cordicelle di nailon che ormai cominciano a comprimere l'accrescimento secondario in diametro. La gentile signora dell'Ufficio mi ha molto ringraziato e manifestato preoccupazione.

La settimana  appena passata l'azienda incaricata della manutenzione ha eseguito le potature (in aprile ! In piena epoca di nidificazione...), e le cordicelle sono ancora lì.

Mi toccherà fare un giro in centro con forbici e scaletta.

venerdì 12 aprile 2024

C'è un giudice a Strasburgo


 Un paio di giorni fa, la Corte Europea dei diritti dell'uomo ha discusso tre cause intentate da cittadini contro i rispettivi Paesi per l'inazione nel contrasto al cambiamento climatico. Due sono state bocciate, non per questioni di merito, ma per difetti formali o procedurali. Un gruppo di giovani portoghesi aveva fatto ricorso alla Corte mentre aveva ancora possibili strade da percorrere attraverso gli organi di giustizia del proprio Paese, e questo ha "salvato" il Portogallo (e altri 31 Paesi europei tra cui l'Italia)  poiché la Corte per i diritti dell'uomo è il tribunale di ultima istanza a cui rivolgersi quando si sono esaurite tutte le possibilità di far valere i propri diritti presso i tribunali nazionali; l' ex sindaco di Grande-Synthe, oggi europarlamentare, aveva intentato causa contro la Francia per il rischio di inondazione di tale città costiera per l'innalzamento del livello del mare, ma la Corte non gli ha riconosciuto alcun titolo come vittima in questa fattispecie perché non risiede più lì e non vi possiede alcun immobile.

E invece le KlimaSeniorinnen, le "anziane per il clima" hanno vinto e la Svizzera è stata condannata. Non è una "prima volta" assoluta: ci sono stati diversi Stati, tra cui la Francia, che sono stati sanzionati dai rispettivi tribunali nazionali per il mancato rispetto degli obblighi assunti nelle varie convenzioni internazionali per la riduzione delle emissioni di gas climalteranti; ma è la prima volta che uno Stato viene sanzionato dalla Corte Europea per i diritti dell'uomo, e questo è un precedente di cruciale importanza per tutti i 46 Paesi del Consiglio d'Europa. Che la propria nazione non faccia tutto quanto è possibile per ridurre il riscaldamento climatico è riconosciuto come una violazione dei diritti umani.

E ora, darsi da fare che è già troppo tardi.

domenica 7 aprile 2024

(Sequel): L'oscuro nemico del fascinoso prestigio del Made in Italy

 


L'oscuro nemico del fascinoso prestigio del Made in Italy è la contraffazione.

Adesso inventiamoci una storiella, di pura immaginazione.

Facciamo finta che la società del gruppo Armani che commissiona la produzione di borse e accessori a una ditta terza, a sua volta priva di capacità produttiva, sia in perfetta buona fede e non sappia davvero nulla delle condizioni in cui si svolge in realtà la produzione (questo è l'aspetto più fantasioso dello scenario che stiamo inventando). Sarà comunque a conoscenza del costo a quale il prodotto le viene fornito (almeno quello, si spera che lo sappia). Se la simpatica borsettina griffata viene venduta in negozio a 1000 Euro e fischia, e l'operaio cinese viene pagato 3 Euro all'ora per costruirla, diciamo che, pur con tutti i margini per ogni passaggio, nel conto economico il costo di produzione sarà una voce sostanzialmente trascurabile, quindi quando si assegna la commissione per la produzione si può anche largheggiare un po' con le quantità.

Inventiamo: "Guarda, fammi avere intanto 500 pezzi di questo modello di borsa, poi magari se le cose vanno bene te ne ordino ancora altrettante." E l'azienda incaricata mette in modo l'altra azienda abusiva con i cinesini in nero: "Mettimi in produzione 1000 borse fatte così, anzi per sicurezza fanne pure 1200."

Poi Armani ritira le sue 500 borse da mandare ai suoi rutilanti negozi, e ai cinesini che le hanno fabbricate ne rimangono lì 700. Che fai, le butti via ? Smaltire i rifiuti costa, specialmente se lavori in nero e non risulta da nessuna parte che tu possa produrre rifiuti da smaltire.

Le venderanno sulle bancarelle a qualche decina di Euro l'una (il loro corretto valore merceologico), proprio tali e quali a quelle originali (SONO le originali). Che contraffazione è, se il prodotto è esattamente lo stesso ? E chi è che sta truffando i suoi clienti, chi vende il prodotto per strada al suo reale valore di 25 Euro, o chi ci appiccica sopra una targhetta "Euro 1099,99" in un luminoso negozio del centro della città ? 

sabato 6 aprile 2024

Il fascinoso prestigio del Made in Italy

 


Mentre altrove nel mondo ci si dedica a produrre oggetti di una qualche utilità, che so, pannelli fotovoltaici per esempio, qui in Italia eleggiamo a nostra produzione di eccellenza il superfluo, più inutile è meglio è. E il problema supremo è che ce ne vantiamo pure.

La narrazione favolistica di genialità magica del grande creativo che disegna il vestitino a cui nessuno al mondo aveva mai pensato prima (e per forza, chi mai perderebbe il suo tempo a pensare a stupidaggini del genere ?), e poi consegna il disegno a uno studio avveniristico in cui vengono scelti tessuti soffici e leggiadri come quelli del vestito nuovo dell'Imperatore, i quali poi vengono tagliati da forbici in oro massiccio maneggiate da artigiani sapienti, e poi cuciti con capelli di vergine passati in aghi d'argento da cucitrici di professionalità comparabile a quella di cardiochirurghi, si scontra con una domanda che dovrebbe essere ovvia: ma dove sono gli stabilimenti di produzione ove questo ammirevole personale esercita le sue arti ?

Non saranno dei banali capannoni industriali... Forse un castello ?

Ecco, il fatto è che gli stabilimenti di produzione nessuno li ha mai visti forse perché non ci sono. Anni fa abbiamo saputo che qualcuna di quelle prestigiose produzioni tessili avvenivano (e ci sono pochi motivi per dubitare che avvengano tuttora) in edifici fatiscenti del Bangladesh, con operai miseramente pagati chiusi dentro e impossibilitati a scappare in caso di crollo o di incidente. Oggi sappiamo che il più prestigioso marchio della moda italiana commissiona le sue produzioni di borse e cinture, che vengono vendute con cartellino del prezzo a quattro cifre, a qualche ditta esterna senza preoccuparsi minimamente se quest'ultima abbia o no uno stabilimento di produzione.

E così lo scarico del commissionamento della produzione finisce giù giù fino a stabilimenti altrettanto fatiscenti con lavoratori cinesi in nero al confine della schiavitù, con paghe da 2 - 3 Euro all'ora e turni di lavoro da 10 ore al giorno, per non parlare di sicurezza o, men che meno, di ferie o riposi.

Però in Italia, non in Bangladesh; così adesso sì che stiamo più tranquilli.

Quant'è bello il vestito nuovo dell'Imperatore della moda, con quel tessuto così leggero che quasi quasi neanche si vede. Ci vuole solo lo sguardo innocente di un bambino per additarlo e gridare davanti a tutti: "Il Caporale è nudo !"