giovedì 4 novembre 2010

A favore delle fonti rinnovabili di energia

Da Lavocetta, prelevo, rilancio e diffondo volentieri:

http://lavocetta.blogspot.com/2010/11/firma-la-legge-per-le-rinnovabili.html

Ai miei lettori: non sono (ancora) morto; non sto scrivendo nulla perchè gli ultimi tempi sono stati massacranti per gli impegni lavorativi e quelli accessori ad essi connessi. Adesso non ho tempo quasi neanche per respirare, presto spero di tornare a dilettarvi con nuove cattiverie.

mercoledì 20 ottobre 2010

Minimalia Anthropologica

"...e le Regine del tua culpa affollarono i parrucchieri..."




Sì, sto battendo la fiacca. Riciclo per la seconda volta lo stesso verso di De Andrè come ouverture, sono in debito di ancora una o due puntate della storia (riassunto della) del Quoziente di Intelligenza, ma assicuro i lettori che non sono del tutto fermo. Sto leggendo abbastanza e raccogliendo informazioni (anche se non quanto vorrei), il che giova e prima o poi darà frutti, e non sto quasi guardando affatto la televisione, il che giova ancor di più.
Se poi l'informazione è monopolizzata dai fatterelli minimi di cronaca nera che tanto appassionano le massaie, tenersene alla larga è quasi un dovere; è divertente ed istruttivo invece registrarne gli echi riflessi ascoltando i discorsi delle medesime.
Nei giorni scorsi mi sono imbattuto nelle solite invocazioni alla pena di morte, anzi no, perchè sennò lo zio pedofilo non soffre abbastanza, e di qui via a scivolare su una china di invenzioni di apposite torture straordinariamente elaborate, le quali immagino troveranno, con gli opportuni adattamenti, congrua applicazione nelle serali routine sado-maso (mica vorremo mandarle sprecate, delle fantasie così illuminanti, no ?).
Oggi sento raccontare che questo tizio che ormai avremmo già giustiziato in atroci tormenti, potrebbe essere colpevole solo di favoreggiamento, e le massaie schiumanti e ribollenti ammutoliscono e depongono il manuale del Perfetto Torquemada. Almeno fino a domani, quando i giornalisti infiocchetteranno una nuova e diversa versione per dare nuovo fiato alle auditelie trombe e rinvigorire l'impeto corale delle petulanti trombette.
Nel frattempo, suppongo che un normalissimo magistrato stia conducendo una normalissima inchiesta con il massimo scrupolo di cui è capace, e che al termine delle indagini si arriverà ad un normalissimo processo. Punto. C'è bisogno di altro ?
Quanto siamo fortunati che i giudici non debbano essere eletti dal popolo, come auspicava tempo addietro, in una delle sue più riuscite farneticazioni, il gangster asserragliato in Palazzo Chigi.

Anche il simpatico giovanottone serbo di nome Ivan ha stuzzicato abbastanza le velleità giustizialiste da "colore e messa in piega". Dal: "Con tutta la polizia che c'era, cosa ci voleva ad andare su a prenderlo ?" Per il dettaglio che ci voleva di calpestare qualche migliaio di altre persone, rimando ad un post precedente, su quello che poi ho scoperto chiamarsi "familismo amorale"; al: "Bè, e mentre era lì a cavalcioni da solo, non si poteva sparargli ?" (giuro: sentito con le mie orecchie, mi cascassero gli omonimi dell'apposito Ministro se invento).
A parte ogni considerazione su quella cosa indistinta che contorna e fa da sfondo al bersaglio eventualmente mancato, chiamata "folla", sono quasi certo che neanche nel Codice di Hammurabi fosse previsto che si sparasse ad una persona per permettere di giocare una partita di calcio; e sono ancor più certo che la stessa opera di cecchinaggio sarebbe svolta, al contrario ma con identico zelo, nel cortile condominiale per NON far disputare una partita di calcio ai ragazzini.

Non potrei chiamarlo odio, è una specie di agghiacciante ingenuità che fa accapponare la pelle. Perchè in fondo non sono cattive...

domenica 17 ottobre 2010

mercoledì 6 ottobre 2010

Nobel e IgNobel


Ogni anno l'assegnazione dei premi IgNobel (quelli per le ricerche più astruse e stravaganti, che ormai tutti conoscerete) mi procura un certo entusiasmo, anche doveroso se la motivazione del premio viene vista nella sua giusta angolazione: ricerche che dovrebbero fare "prima sorridere, e poi riflettere".

Quest'anno mi trovo nell'imprevista situazione di constatare che ben quattro dei dieci studi premiati erano già nelle mie conoscenze. Due perchè in realtà sono nelle conoscenze di tutti, e due perchè avevano suscitato a suo tempo la mia personale curiosità, e qui potrebbe insorgere qualche motivo di preoccupazione per dove va a parare la mia personale curiosità.
Un'altra circostanza (credo) inedita (e che contribuisce a comprendere il valore potenziale di quei "visionari dell'improbabile" che ottengono gli IgNobel) è che il vero Premio Nobel per la Fisica di quest'anno è andato a Andre Geim e Konstantin Novoselov, per i loro studi sul grafene, ed Andre Geim era stato gratificato del Premio IgNobel nel 2000, per una particolare utilizzazione di campi magnetici che gli aveva consentito di far levitare una rana.

I premi dei cui motivi tutti sono al corrente sono:

- quello per l'economia, ai dirigenti di Goldman Sachs, AIG, Lehman Brothers, Bear Stearns, Merrill Lynch e Magnetar, "per aver inventato e promosso un nuovo modo di investire il denaro che massimizza il guadagno e minimizza i rischi finanziari per l'economia mondiale, o almeno per una piccola parte di essa"; e
- per la chimica, alla BP e vari enti ed Università collaboranti "per avere confutato l'antica convinzione che petrolio ed acqua non si mescolano".

E quelli sui quali avevo già letto un pò di documentazione:

- pianificazione dei trasporti, ad un gruppo giapponese che ha disposto su una carta geografica dell'area metropolitana di Tokyo alcune particelle di nutrienti in corrispondenza dei quartieri più importanti e dei centri abitati dell'hinterland, ed ha osservato che un fungo, di quelli che una volta si chiamavano Mixomiceti (adesso sembra che il Phylum Myxomycota non esista più e non so più come va chiamata questa roba) raggiungeva i nutrienti producendo la rete di filamenti più razionale ed economica possibile (secondo criteri umani), che riproduceva piuttosto fedelmente, sulla mappa, le linee della metropolitana e le ferrovie suburbane. Morale: i pianificatori dei trasporti pubblici potrebbero essere sostituiti con identici risultati da muffe, fatto peraltro riscontrabile anche per osservazione diretta da parte degli utenti;
- zoologia, Università di Bristol, per la scoperta della pratica del sesso orale in alcune specie di pipistrelli (i dettagli, ehm, magari un'altra volta).

Gli altri sei riconoscimenti sono comunque degni di ogni attenzione: tra i premiati c'è anche un gruppo italiano (Università di Catania), per:
- gestione aziendale: un modello matematico dimostra che le aziende e gli enti possono guadagnare efficienza distribuendo premi e promozioni in modo del tutto casuale (e anche qui penso che molti possano attingere alle proprie esperienze);

e poi ancora:
- ingegneria, ad un gruppo anglo-messicano che ha messo a punto un metodo per la raccolta del muco delle balene con un elicottero telecomandato;
- medicina, ad un gruppo olandese che ha dimostrato come un giro sulle montagne russe possa contenere i sintomi dell'asma;
- fisica, ad un gruppo neozelandese che ha dimostrato sperimentalmente che indossare i calzetti sopra le scarpe riduce significativamente le probabilità di scivolare camminando su una strada ghiacciata (chapeau !);
- salute pubblica, ad un gruppo statunitense che ha studiato i batteri che, nei laboratori, si insediano nelle barbe dei ricercatori (ancora una volta ci potrebbe essere qualche motivo di personale preoccupazione, con cui non vi tedierò);
- pace (!), ad un gruppo britannico che ha dimostrato che bestemmiare allevia la sensazione di dolore (e anche questa era una cosa che chiunque si sia dato una martellata su un dito ha avuto modo di provare, e che ora finalmente trova una conferma scientifica).

Prevedo dure prese di posizione del Vaticano sull'attribuzione di quest'ultimo premio (chissà se rientra nella sfera della Bioetica oppure no... mah).

sabato 2 ottobre 2010

S.P.Q.R.

Sono il
Padre di
Questo
Rimbambito

martedì 28 settembre 2010

Uso e abuso dei test Q.I. - parte 4 - Il Fato si compie

L'applicazione su vasta scala dei test di Q.I. negli Stati Uniti giunse al suo culmine con l'iniziativa di Robert M. Yerkes di sottoporre a diverse versioni del test di Binet (da lui ulteriormente riarrangiate) 1750000 reclute dell'esercito mobilitate per la prima guerra mondiale, nel 1917. I risultati furono pubblicati in una monumentale (800 pagine) e minuziosa monografia nel 1921, poi ribaditi, con una ulteriore radicalizzazione dell'interpretazione innatista, dal fedele collaboratore Brigham in un testo più riassuntivo del 1923.
Cade qui anche un altro caposaldo di Binet: il test deve essere somministrato individualmente da personale specializzato; le reclute dell'esercito venivano invece ammassate gomito a gomito in grandi stanzoni, con un ufficiale che urlava ordini sui compiti da eseguire e un dimostratore che mostrava esempi alla lavagna, con tempi contingentati al secondo per ogni esercizio.
Non la farò tanto lunga: gli immigrati avevano un Quoziente di Intelligenza più basso degli americani bianchi, in particolare quelli dell'Europa meridionale e orientale risultavano inferiori ai nordici e, manco a dirlo, i negri ottenevano il punteggio medio più basso di tutti. Tutto perfetto.
Superfluo aggiungere che Yerkes, come Goddard e Terman, ritenne di aver misurato un'intelligenza innata e immodificabile, non soggetta a influenze ambientali, e che i suoi risultati dimostrassero differenze di intelligenza reali e caratterizzanti tra gruppi etnici.
L'avere esaminato un campione così ampio gli portava però alla luce qualche fastidiosa discrepanza; Yerkes era vittima di un'ottusità talvolta persino comica e di un pregiudizio accecante, ma era sperimentatore meticoloso e redattore preciso: nei suoi stessi dati si trova quanto basta a smentire le sue conclusioni.
Prima di esporre qualche esempio, occorre aggiungere che già Terman, nel suo ampliamento del test originale di Binet, aveva inserito qualche passaggio piuttosto subdolo, che valutava, più che l'intelligenza, la familiarità con cultura e consuetudini americane: quesiti che vertevano sulle differenze culturali tra pellerossa e coloni bianchi; identificazione di oggetti di uso comune nel nordamerica, ma non necessariamente altrove (una normale lampadina a bulbo, attorno al 1920, non era un oggetto così banale in molte parti del mondo), o l'identificazione, in base all'aspetto, del ruolo dei personaggi raffigurati: un signore in toga e parruccone è riconoscibile come un giudice o un avvocato per gli anglosassoni, e magari per gli europei; per altri risulterà solo un tizio vestito in modo stravagante. Yerkes accentuò ancora di più questa tendenza, inserendo quesiti del tipo:
- Crisco è: - una specialità farmaceutica, - un disinfettante, - un dentifricio, - un prodotto alimentare.
- Washington sta ad Adams come primo sta a . . .
- Christy Mathewson è famoso come: - scrittore, - artista, - giocatore di baseball, - attore.
Io avrei totalizzato un punteggio ben misero se non avessi ripreso questi esempi da Gould, il cui valore come studioso dell'evoluzione può essere avvicinato solo dalla sua competenza sul baseball, per cui ora so che la risposta esatta all'ultima domanda è la terza. Immaginate la recluta Pautasso Gaudenzio da Chivasso, sbarcata in America magari l'anno prima, quanto avrebbe potuto essersi appassionata alle prodezze del signor Mathewson.
Ed eccoci al paradosso: per chi volesse cercare correlazioni tra Quoziente di Intelligenza e condizioni ambientali, il lavoro di Yerkes è una vera miniera.
Assumendo che il successo sociale e lavorativo fosse un effetto dell'intelligenza innata, tentò una suddivisione tra apprendisti, operai e tecnici. Non trovò alcuna correlazione con il Q.I. Concluse che la suddivisione doveva essere errata.
Una correlazione che invece gli ritornava continuamente sotto gli occhi come un incubo, era quella tra Q.I. e livelli di scolarità. Ma se il Q.I. misurava l'intelligenza innata e non l'apprendimento, non doveva essere così; risolse il problema da par suo: "...l'intelligenza innata è uno dei più importanti fattori condizionanti per la continuazione degli studi..."
Ma la correlazione con la scolarità era ancora più accentuata se messa in rapporto alle differenze tra bianchi e negri: Yerkes concluse, ovviamente, che i negri lasciavano la scuola prima dei bianchi perchè erano meno intelligenti. Nessuna ipotesi circa le differenze tra le scuole per bianchi e quelle per negri (con segregazione sancita ufficialmente: siamo nel 1917), o la necessità di andare a lavorare presto.
Negli stati del sud, dove lo schiavismo era ancora fresco, le condizioni sociali dei negri erano peggiori che nel nord. Yerkes organizzò i suoi dati così finemente da mettere in luce gli effetti anche di questa variazione ambientale: i negri del sud avevano un livello di scolarità inferiore ed un Q.I. medio più basso dei negri degli stati del nord. Quale dimostrazione migliore... (che il Q.I. sia un riflesso delle condizioni sociali e culturali ? Ma no, cosa andate a pensare) ...che solo i negri più intelligenti erano stati così in gamba da trasferirsi al nord ?
Un paragrafo che considererei degno di ammirazione, se non fosse per le assurde conclusioni, mette in relazione i valori di Q.I. con i sintomi di alcune malattie; in particolare, malattie legate a condizioni di povertà, sovraffollamento e condizioni sociali difficili, risultarono correlate con valori di Q.I. più bassi rispetto ai non ammalati (in parallelo, sia tra i bianchi che tra i neri). Yerkes è granitico: "Una bassa capacità [intellettiva] innata può determinare tali condizioni di vita da risaltare in un'infezione da anchilostomi." (Gli anchilostomi sono vermi parassiti intestinali: erano detti "vermi dei minatori", non è difficile immaginare le precarie condizioni igieniche all'interno dei pozzi).
Per quanto riguarda gli immigrati, i dati organizzati per paese di origine erano davvero perfetti: i nordeuropei avevano un Q.I. più alto di slavi ed europei meridionali (2 anni di età mentale di differenza media); insorgeva però una fastidiosa difficoltà: l'ondata migratoria di teutonici e scandinavi si era esaurita qualche decennio prima (dopo la metà del XIX secolo era giunta in Europa la peronospora della patata, che aveva provocato carestie disastrose nei paesi in cui questa coltura era la base dell'alimentazione), mentre l'immigrazione di italiani e slavi era nel suo picco massimo in quell'inizio di XX secolo. Ora, il fastidio consisteva nel fatto che emergeva anche un costante aumento del valore di Q.I. degli immigrati in relazione agli anni di permanenza negli Stati Uniti. Le tabulazioni di Yerkes dimostrano che 10 - 15 anni in più di residenza producono un aumento del Q.I. che supera largamente quei fatidici 2 anni, mandando così a monte la comoda e confortante spiegazione razziale. Ecco l'evidenza che il test, così com'era concepito, misurava effettivamente anche la familiarità con le abitudini e gli usi americani.
Ma ormai dovremmo sapere che Yerkes non era tipo da scomporsi: la correlazione con il tempo di permanenza era per lui un artefatto genetico, dato che i nordici superiori erano immigrati prima e i meridionali inferiori erano la massa di più recente acquisizione (trascurando che le differenze erano grossomodo costanti per fasce di 5 anni, le più recenti delle quali erano comunque caratterizzate da immigrazione pressochè esclusivamente meridionale e slava). Ci pensò poi Brigham, nel suo sunto, a lanciare l'allarme: non solo gli Stati Uniti accoglievano la feccia dell'Europa, ma questa si stava presentando in ondate di immigrati di anno in anno sempre più stupidi !

Il clima politico di quegli anni era propizio, e la propaganda battè la grancassa. Per dare un'idea dell'aria che si respirava, nel 1921 si concluse con la sentenza di condanna il processo-farsa a Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti, che presero poi la scossa nel 1927.
I dati militari di Yerkes furono decisivi (nel dibattito al Congresso tutti i relatori li citarono) per l'approvazione dell'Immigration Restriction Act del 1924, che fissava quote massime di immigrazione ad un 2 % annuo per ciascuna nazionalità presente negli Stati Uniti in riferimento al censimento 1890. Perchè prendere come parametro i dati di trent'anni prima ? L'abbiamo detto: il 1890 fu lo spartiacque tra l'immigrazione nordica e quella meridionale e slava, e quindi quelle quote permettevano di restringere in particolare l'afflusso degli indesiderabili (credo che si dicesse "popoli mentalmente non idonei").
Eppure i fatti che dimostravano l'inconsistenza delle asserzioni di Yerkes erano accessibili a tutti, seppelliti in una monografia di 800 pagine che nessun uomo politico lesse mai.

Non abbiamo ancora finito. Goddard finì per trionfare su tutto il fronte. Oltre a tenere le popolazioni meno intelligenti lontane dalle coste americane, il movimento eugenetista ottenne i suoi successi anche all'interno. Tra il 1907 e gli anni '30 più di trenta stati degli U.S.A. adottarono leggi che prevedevano la sterilizzazione obbligata per le persone affette da varie forme di ritardo mentale e vari altri difetti "ereditari", che in alcuni Stati comprendevano l'alcolismo e la tossicodipendenza, in altri anche la cecità e la sordità. Ma le raccomandazioni inascoltate dell'Eugenics Record Office si spingevano ben più in là, includendo "... gli inetti, i senzatetto, gli orfani, i vagabondi e gli indigenti."
Vorrei far notare come non vengano immaginati provvedimenti per limitare la riproduzione dei negri, per i quali ci si limita alla segregazione in scuole diverse, in locali pubblici diversi, in autobus diversi da quelli dei bianchi: la manodopera da poter sfruttare è troppo redditizia per pensare a farla diminuire di numero...
Le leggi eugenetiste americane furono continuamente messe in discussione e in molti stati non vennero messe realmente in pratica. California e Virginia le applicarono invece con grande zelo; riserverò a questo il capitolo finale di questa lunga saga, tra qualche settimana. Per quanto questa affermazione possa risultare urticante per alcuni, io considero sia l'Immigration Restriction Act del 1924 che le leggi eugenetiche statali degli U.S.A. una premessa culturale fondamentale per quel che avvenne in Germania poco più tardi; per non parlare delle disposizioni dell'Eugenics Record Office che furono acquisite esplicitamente nell'Erbgesundheitsrecht nazista (375000 sterilizzazioni forzate in Germania).

E a proposito di nazismo, la restrizione all'immigrazione negli U.S.A. non ebbe solo un ruolo nella creazione di un certo clima culturale: il suo effetto di rimbalzo fu ben più diretto e drammatico quando tanti ebrei tentarono di fuggire dall'Italia, dall'Ungheria, dalla Polonia... e trovarono la strada sbarrata verso gli Stati Uniti dalle quote contingentate particolarmente ridotte per questi paesi. Molti di loro non ebbero nessun altro posto dove poter andare, e furono costretti a restare nei luoghi di origine.
Sappiamo che fine fecero.

venerdì 24 settembre 2010

Meno Libro, Più Moschetto


Quando due cervelli di prim'ordine come quelli di Maria Stella Gelmini e di Ignazio La Russa uniscono i loro sforzi, magari assieme ad un chilo di carciofi freschi, non c'è mai da rimanere delusi. Beata Ignoranza ed Olio Di Ricino hanno siglato il progetto formativo "Allenati per la vita" che porterà un centinaio di militari in congedo nelle scuole della Lombardia (ma Piemonte e Veneto sono pronte nella scia: se nell'aria c'è odore di idiozia, certe regioni sono attratte irresistibilmente: è un istinto) a tenere corsi grazie ai quali i ragazzi delle scuole superiori potranno ottenere crediti formativi.
I corsi riguarderanno temi come "cultura militare" (sì, in retorica si chiama ossimoro, come "vittoriosa sconfitta" o "secca umidità"), orientamento, difesa nucleare, batteriologica e chimica, esercitazioni di tiro (con arco e pistole ad aria compressa); il tenente Paolo Montali sottolinea un "uso delle armi limitato". Bontà sua.
E' prevista anche una "gara finale" tra pattuglie di studenti, e chi vuole potrà indossare orgoglioso una tuta mimetica dell'Esercito. Insomma i ragazzi potranno divertirsi da matti a sentirsi in guerra.
Certo, andare in giro nelle scuole con l'elmetto tutto sommato è utile, con i soffitti che potrebbero cascare da un momento all'altro: ma mandiamo a spasso quelli che insegnano Scienze, Matematica, Filosofia e poi portiamo nelle scuole le pistole (certo, a costo zero, i militari insegnano la guerra per volontariato, spirito di servizio, filantropia: la guerra è filantropica), per avvicinare i giovani ai valori (dicono un Generale, tal de Milato, e Giuseppe Colosio, il dirigente scolastico regionale della Lombardia che non ha notato nulla di strano nella scuola di Adro).
"Valori" è la parola chiave. Quali valori ? Il tenente Montali si sbilancia: "Ordine, Disciplina, Gerarchia".
Questa iniziativa dovrebbe, secondo i geniali ideatori, arginare anche il fenomeno del bullismo; scrive Alessandro Robecchi su il manifesto di oggi: "Sai mamma, stamattina a scuola c'era un bullo, ma io l'ho fatto secco". Molto educativo". E ce lo insegnano i militari come eliminare il bullismo ? E da quando ? Nelle caserme, di fenomeni come il nonnismo, tollerati se non apprezzati, nessuno ha mai sentito parlare ?
Qualche anno fa la deriva era iniziata quando l'allora ministro Donna Letizia Moratti aveva introdotto arbitrariamente in ruolo qualche migliaio di insegnanti di religione privi di qualsiasi titolo di cui oggi, se anche rinsavissimo di colpo, non potremmo più sbarazzarci.
Una volta imposto il "Credere" non si poteva dubitare che "Obbedire" e "Combattere" non avrebbero tardato molto.
Perchè faticare per educare dei cittadini quando si possono comodamente avere dei soldati semplici ?
Andate pure a fare ricreazione, ragazzi, ma con il passo dell'oca.