mercoledì 15 maggio 2019

Professoroni della Casta


Ho provato ad immaginare quell'avvenire luminoso che si avvererà quando spavaldamente ci libereremo dall'egemonia culturale dei professoroni della casta, di tutti quei sapientoni laureati che hanno rovinato l'Italia; e finalmente, con l'inarrestabile dilagare del MoVimento si affermerà la sana cultura dell'uno-vale-uno, la vera cultura a cinque stelle, l'unica possibile, utile e salutare. Ne è venuto fuori il seguente scenario, futuribile ma imminente.

Ora sì che sappiamo come fare funzionare meglio tutto quanto: perché mai dovremmo studiare la matematica ? Suvvia, togliamola dai programmi scolastici. Per che cosa mai dovremmo interessarci a quello che diceva quel vecchio barbogio di Euclide, il capostipite di tutti i professoroni della casta ? Ma facciamola finita con la vecchia geometria delle élite ! Fin dai primi passi del nostro Governo del Cambiamento, abbiamo portato a termine la tanto attesa riforma dell'angolo giro, aggiornato finalmente a 370°, assecondando così gli interessi di tutti gli italiani. Abbiamo calcolato che, grazie a tale ampliamento dell'angolo giro da noi realizzato, le famiglie potranno risparmiare 20 milioni di Euro sui costi di giostre, calcinculo e luna-park in genere.
Tutto quello che vale la pena di insegnare ai ragazzi delle scuole sono i concetti essenziali della matematica a cinque stelle: un debito pubblico di 2300 miliardi si ripiana in quattro e quattr'otto risparmiando 60 milioni sugli stipendi dei parlamentari (Teorema di Paola Taverna).

E la geografia ? Ecco, la geografia è un'arma nelle mani dei professoroni della casta che la usano sistematicamente per tirarci dei gran pipponi funzionali soltanto agli interessi delle élite.
Ma cosa ci sarà mai da sapere di geografia ? Giusto i tre o quattro concetti essenziali che servono al popolo a cinque stelle per sapere come funziona il mondo:
1) Italia = siamo noi. Grazie al Governo del Cambiamento e al reddito di cittadinanza, prosperi, locomotiva economica del mondo, mò vendiamo pure le arance in Cina e vedrai te che roba.
2) Fuori dall'Italia = Estero. Oltre alla già citata Cina, ci sono: Turkmenistan, Malawi, Cile (o Venezuela che dir si voglia), America, Laos, Lesotho, Moldova, Affrica (che però vengono tutti qui perché ci sono i trafficanti, quindi ormai è quasi disabitata), Lapponia, Giapponia e Siberia. E forse c'è anche qualcos'altro che però adesso non mi viene in mente. E questi vanno tutti al traino della locomotiva dello sviluppo che siamo sempre noi.
3) Fuori dall'Estero = Unione Europea: tutti quelli che ci odiano e ci vogliono male e ci fanno i dispetti perché sono invidiosi del Colosseo.
L'Unione Europea sta a Bruxelles, quindi se potete evitate di andarci.

La storia poi, è uno degli argomenti preferiti dai sapientoni laureati che rovinano l'Italia. A che serve il passato quando noi siamo così proiettati verso il futuro ? La storia si può riassumere in: - Preistoria (primi strumenti in pietra scheggiata, invenzione della ruota, impero romano, vecchia politica); - Storia del MoVimento 5 Stelle, che poi non c'è neanche tanto da approfondire, perché è inutile stare a rivangare alcune piccole incoerenze, trascurabili voltafaccia e impercettibili cambiamenti di fronte e inversioni di rotta a 180° (185° dopo la riforma).
Via dalle scuole anche l'insegnamento della storia. Professoroni della casta, rassegnatevi.

Climatologia: non c'è niente da studiare, tanto è tutta una questione di scie chimiche. I sapientoni laureati non ci servono.

E tutti quei professoroni della casta che pretendono di spiegarci fisiologia e medicina e come tutelare la nostra salute ? Ah, bè, quelli sì che li sistemiamo noi. Intanto abbiamo subito realizzato la riforma della composizione del corpo umano, portandolo al 90% di acqua, con importanti risparmi nei bilanci familiari di tutti gli italiani sulle spese di sostentamento e sussistenza. In secondo luogo, eliminiamo tutte le vaccinazioni, così non facciamo ingrassare le case farmaceutiche, perché noi mica siamo fessi. Poi, distribuzione a tappeto di succo di limone e bicarbonato per la prevenzione dei tumori. Basta studiare inutili complicazioni biochimiche da sapientoni laureati; molto meglio dei bei corsi sui rimedi della nonna e sulla prevenzione ed allontanamento del Malocchio. E infine ci si curerà con i poteri della mente e le frequenze vibrazionali, come dice anche la fisica quantistica.

A proposito, fosse mai che qualcuno si accorga che quest'ultima era proprio una stronz sciocchezzuola, ricordiamoci di eliminare la meccanica quantistica (quella vera) da ogni ordine di studi. La sostituiremo con corsi molto più vicini alle reali necessità del popolo, tipo Chiromanzia e Lettura dei Tarocchi.

Astronomia, astrofisica e cosmologia sono inutili futilità da sapientoni delle élite. Le sostituiremo con Astrologia e Scienze dell'Oroscopo, che ci sono molto più utili per orientare le decisioni da prendere.

E la filosofia ? Dico, ci rendiamo conto di quanto tempo facciamo perdere ai nostri giovani continuando a mantenere la filosofia nei programmi scolastici ? Tempo sprecato dietro a una lunga sfilza di professoroni della casta da Platone a Wittgenstein, e per che cosa ? Via, eliminiamola. La sostituiremo con un bel corso di Logica Argomentativa Unificante. Ma davvero qualcuno pensa che possa servire studiare Aristotele o Leibniz, per arrivare a che cosa, in pratica ? Prendete Cartesio: gira e rigira, e pensa e ripensa, si arriva alla conclusione che l'unica entità perfetta è pensiero se stesso pensante. E bravo il nostro professorone sapientone ! Si può essere più lontani di così dalla realtà, che invece è tutta fatta di imperfezioni e disfunzioni per colpa dei Governi precedenti ? Ecco allora che, invece di tutte queste astrazioni inutili, ai nostri ragazzi nelle scuole dobbiamo insegnare la Logica Argomentativa Unificante. Anche Cartesio se ne convincerebbe e una volta seguito il nostro corso, di fronte alle evidenti imperfezioni del mondo reale, anche il suo pensiero se stesso pensante non potrebbe che affermare: "E allora il PD ?"

venerdì 22 marzo 2019

Strike


Venerdì scorso tutti, salvo le ultime frange di negazionisti in malafede, si era in piazza materialmente o idealmente, giovani e meno giovani, a sollecitare i governanti del mondo per provvedimenti urgenti e drastici per ridurre le emissioni di gas a effetto serra. Sollecitazione sacrosanta per richiedere scelte di politica energetica, di regolamentazione dell'utilizzo delle risorse naturali, di salvaguardia degli ecosistemi che competono al potere legislativo delegato ai nostri rappresentanti.
Oggi, nella tradizione ormai consolidata dei venerdì di mobilitazione, potremmo rinnovare l'impegno collettivo, fisicamente nelle piazze o anche solo idealmente, alla presa di coscienza rivolgendoci invece ai nostri comportamenti individuali, che incidono e pesano tanto quanto le grandi scelte politiche.
Scegliere di usare l'automobile il meno possibile e solo se strettamente necessario; scegliere di usare con parsimonia il riscaldamento nelle nostre case e con parsimonia ancora maggiore (meglio se niente affatto) l'aria condizionata; essere consapevoli che l'acquisto di un qualsiasi oggetto implica indurre la fabbricazione, il trasporto, eccetera, di ulteriori nuovi esemplari dello stesso oggetto: prendere coscienza dell'impatto sull'ambiente e sul clima delle merci che scegliamo di acquistare, ed evitare di comprare cazzate inutili.
Sono tutte piccole decisioni che competono a ciascuno di noi, che non hanno bisogno di essere delegate al legislatore, che ognuno è in grado di prendere e mettere in atto, che danno ciascuna un piccolo contributo al salvataggio del nostro pianeta e che moltiplicate per tutti noi pesano sulla bilancia non meno dell'intervento di un Governo. Si tratta solo di essere consapevoli.
Per essere proprio chiari chiari: il nostro obbiettivo di europei è arrivare a produrre un quinto della CO2 che produciamo oggi (in quota pro capite); quello dei nordamericani è arrivare a un decimo dell'attuale, quello dei cinesi un terzo. La sfida non è affatto semplice, ma se mai si comincia, mai si vince.
Mi si dirà: ma se si consuma di meno, l'economia va in recessione.
Certamente. Ed è qui che bisogna richiamare all'opera la capacità dei governanti. L'inevitabile recessione economica, che tanto è destinata a verificarsi per la semplice ragione che è una pretesa fisicamente impossibile quella che i consumi possano continuare ad aumentare all'infinito su un pianeta che infinito non è, va programmata, guidata e governata per ammortizzarne le ricadute su redditi e occupazione, in primo luogo appiattendo il più possibile le disuguaglianze sociali, che altrimenti diventeranno una bomba ad orologeria di conflittualità.
La recessione c'è, è già presente, e di per sé sarebbe un buon segno nel senso che in linea di massima si consuma di meno; ma risulta invece preoccupante proprio perché non è gestita: è solo il frutto indesiderato di maldestri tentativi non riusciti di rilanciare ancora una volta i consumi con politiche economiche sempre più liberiste, favoleggiando immaginari aumenti di PIL con la stessa dissennata cecità che ha guidato le stesse scelte nel secolo precedente portandoci fin qui sull'orlo del baratro. Scelte che avrebbero dovuto essere completamente capovolte nella direzione della programmazione e strettissima regolamentazione dell'utilizzo delle risorse già da trent'anni; tutto il contrario del liberismo, che ancora viene idolatrato come un totem, che comporta inevitabilmente distribuzioni della ricchezza sempre più diseguali e che ormai richiede sacrifici umani ai suoi adoratori per essere soddisfatto.

venerdì 8 marzo 2019

Legittima difesa

- Pronto... Guardia Padana Ruspista ?

- Dica pure. Prima di tutto, lei è italiano ?

- Certo che sono italiano.

- Allora va bene. In che cosa possiamo servirla ?

- C'è un cadavere da venire a ritirare. Qui a casa mia. Legittima difesa.

- Ah bravissimo ! Ne ha fatto fuori uno ? Bene, uno di meno.

- Sì, uno di meno.

- Negro o zingaro ? Quelli rubano sempre.

- No, non direi. Negro no di sicuro.

- Allora arabo, magrebino ? Sterminarli tutti...

- No, nemmeno.

- Albanese, rumeno, bulgaro ? Tutti delinquenti incalliti.

- Non mi pare. Parlava italiano.

- Ah, un italiano. Eh, bè poverino sa, con la crisi... ci sono di quelli che, per necessità, sono costretti a rubacchiare qua e là... magari un tossico.

- Può darsi. Si vantava di parlare con un suo amico immaginario. Ci teneva tantissimo a raccontarmi cosa dice il suo amico immaginario.

- Era fatto completamente. Ha fatto bene a difendersi: quando sono così fuori di sé diventano pericolosissimi.

- Travestito. Un uomo con la sottana.

- Ah, Dio ce ne scampi ! Questi pervertiti senza nessun rispetto per la morale ! Finiranno per distruggere la nostra famiglia tradizionale, il perno della nostra società civile.

- E' vero. La famiglia tradizionale è l'unico baluardo dei valori autentici, altro che queste porcherie del gender, quella roba lì.

- Un travestito. Voleva sicuramente violentare i suoi bambini.

- Probabile. Ma con me è capitato male. Comunque i ragazzi qui da me non ci sono mai, vivono tutti con le mie ex-mogli, divorziate tutte con lo stesso pretesto che le menavo. Sa, la famiglia tradizionale ci vuole, ma non ci sono più nemmeno quelle donne di una volta che erano capaci di stare al loro posto.

- Come la capisco. Tutta questa marcata e assoluta autodeterminazione che suscita un atteggiamento rancoroso nei confronti dell'uomo... e così sfuggono al loro ruolo naturale volto alla promozione e al sostegno della vita e della famiglia.

- Eh già. Infatti quella con cui convivo adesso non l'ho nemmeno sposata per evitare rogne.

- Dunque, lei ha fatto secco un travestito che le è entrato in casa... immagino il grave turbamento, arriva questo con le calze a rete e le tette finte...

- No, niente tette finte, abito lungo nero.

- Ah, ecco. Un travestito in abito lungo nero...

- Con una sciarpa luccicante molto frivola e decisamente kitsch.

- Eeeeh, il porco ! L'accessorietto leggiadro sul finto sobrio... e che ha fatto ? Ha tentato di adescarla ?

- Si è intrufolato in casa con la scusa di "impartire la benedizione pasquale".

- Eh... no, aspetti, forse non era...

- E ha sparpagliato il suo liquido miracoloso con un bastoncello con la testa forellata, ma io ne ho sentita una di goccia, era acqua, sa ? Semplice acqua, niente di più. Un truffatore, un imbroglione.

- Ma forse non avrebbe dovuto...

- Non avrei dovuto cosa ? Io ho letto, mi informo sa ? Ce ne sono tanti che vanno in giro a proporre liquidi che promettono chissà che cosa e poi ti danno solo acqua fresca. E' pieno il mondo di questi ciarlatani. Mi sono sentito gravemente turbato e ho reagito. Legittima difesa.

- Sì, senz'altro lei ha ragione da vendere, però...

- Quello mi è entrato in casa parlandomi di cose strane, di benedizione pasquale, e io ci sono cascato, per un momento.

- Sì, in questa stagione in effetti lo fanno, ma...

- E poi sa una cosa ? Il contenitore del liquido, che poi era acqua, e anche il bastoncino forellato a prima vista sembravano d'argento, ma io li ho portati da un mio amico che se ne intende e mi ha detto che non valgono nulla, è tolla. Quegli accessori per ciarlatani che sembrano preziosi per darsi importanza, e in realtà sono cianfrusaglie senza valore.

- Ma come ? Col morto in casa è andato a far valutare l'aspersorio ?

- Bè, se era argento magari faceva comodo, insomma... tanto a lui non serviva più... fosse argento perché buttarlo via, no ? E invece non vale niente.

- Ma da quanto tempo ce l'ha lì, il cadavere ?

- E' qui da martedì, ma non era cadavere. Rantolava. Ha rantolato sul pavimento per un paio di giorni, ma adesso ha smesso. Se ora lo venite a prendere, poi faccio pure uscire la mia convivente dalla camera, l'ho chiusa dentro a chiave da martedì, sa, non mi fa piacere che lo veda qui steso a terra...

- E certo, certo, la sua sensibilità è ammirevole.

- Io mi sono legittimamente difeso, ma le donne sa come sono fatte, si commuovono...

- Va bene, veniamo subito a ritirare il cadavere. Lei intanto lo copra... ehm... è meglio che i vicini non lo vedano, capisce ?

- Ma al contrario, io vorrei tenerlo in bella mostra, che serva da insegnamento per gli altri. Lo sa che qui è pieno di malintenzionati che non ci fanno sentire sicuri nemmeno nelle nostre case ?

- Sì, di solito ci regoliamo così, ma in questo caso è meglio coprirlo per fare in modo che i vicini non vedano di chi si tratta, mi dia retta.

- Se lo dite voi mi fido.

- Si fidi. La Guardia Padana Ruspista è qui apposta per tutelare le persone perbene come lei.

- Allora la saluto. Ruspa.

- Lunga vita al nostro Capitano.

- Viva il nostro Capitano sempre.

- Ruspa.

lunedì 19 novembre 2018

I maestri del giallo

Immagine Adnkronos

Ci sono tanti motivi per non sottovalutare la protesta dei "gilet gialli" in corso in Francia in questi giorni; risulta particolarmente istruttiva perché ci si possono trovare molti elementi di declinazione delle scelte future dell'occidente industrializzato, e di quasi tutti gli errori che si potranno commettere.

Quadro sommario della situazione: Il Governo francese pone una tassa supplementare sui combustibili, in particolare per i diesel, nel quadro dei programmi di riduzione delle emissioni di gas-serra: diciamo che si tratta di una "carbon-tax". Ha uno scopo ragionevole, mira a disincentivare i consumi, e va messo nel conto che le misure da intraprendere per la salvaguardia del clima possano risultare impopolari e non redditizie in termini di consenso.
La tassa scatena una rivolta generalizzata, soprattutto nelle aree periferiche e rurali del paese.
Poi, su tale protesta, si sovrappongono varie altre espressioni di malcontento più o meno qualunquiste, ma questo è, tutto sommato, secondario.

- Primo errore specifico: si mira a ridurre i consumi attraverso un solo e banale sistema di disincentivi economici, un una visione puramente mercantilista e liberista.
- Primo risultato: si instaura il solito e già visto sistema di "pseudoecologia liberista" in cui chi più può pagare più può inquinare, con presumibilmente scarsi benefici ambientali ed inasprimento delle disparità nel tenore di vita delle classi sociali.
- Primo errore generale: si cerca di operare in termini di solo libero mercato, scaricandone il costo, se non economico, almeno in termini di qualità della vita, sui gruppi socialmente più deboli, senza uno straccio di organizzazione, pianificazione e regolamentazione dell'utilizzo delle risorse energetiche.

- Secondo errore specifico: si disincentivano, penalizzandoli economicamente, i consumi privati senza offrire alternative sostenibili a tali consumi.
- Secondo risultato: Rivolta delle aree rurali e delle campagne, abbandonate e dimenticate dai servizi pubblici.
- Secondo errore generale: le scelte pregresse delle politiche di trasporto pubblico, ancora una volta puramente mercantilistiche, che hanno privilegiato i lucrosi collegamenti ad alta velocità tra le grandi città, e tagliato e raso al suolo i più costosi e meno redditizi trasporti locali capillari e periferici, che sono quelli che realmente tolgono automobili dalle strade.

Considerazioni conclusive e ancora più generali:
1) Da decenni consumiamo molto di più di quello che il pianeta su cui abitiamo produce. Questo non può durare e avrà un termine, con le buone o con le cattive. Meglio farlo finire con le buone e in modo controllato. Come dicono i personaggi più odiosi: "La pacchia è finita."

2) Ridurre i consumi (tutti, nella loro generalità, non solo di petrolio ma anche di merci) è una necessità ineludibile. L'ambiente non è un lusso.

3) La progressiva riduzione dei consumi induce uno stato di recessione permanente; di qui non si scappa. I provvedimenti da prendere risulteranno impopolari, questo è inevitabile e bisogna esserne consapevoli.

4) La recessione permanente va governata. Determina disoccupazione e sotto-occupazione, insostenibilità del debito pubblico e disagio sociale. Si può governare soltanto attraverso l'abbattimento delle disuguaglianze sociali, cioè con politiche perfettamente contrarie a quelle liberiste.

5) L'uso limitato, responsabile e sostenibile delle risorse del pianeta richiede che i consumi siano accuratamente pianificati e regolamentati, altro che libero mercato.

Insegnamento che si ricava:
Se si cerca di abbozzare politiche di salvaguardia del clima all'interno di una visione liberista dell'economia, si fa cilecca e ci si ritrova con i gilet gialli che ti tirano giù dal seggiolone.

domenica 18 novembre 2018

Anniversari - 18 novembre 1928 - Nascita di Topolino

Non posso fare a meno di pubblicare i passaggi essenziali del celebre saggio di Stephen Jay Gould pubblicato in occasione del cinquantenario dell'eroe dei fumetti su Natural History.

Omaggio di un biologo a Topolino

(A Biological Homage to Mickey Mouse); Stephen Jay Gould, 1978, in Natural History
Traduzione di Simona Cabib

[...]

Topolino ha superato il traguardo dei cinquant'anni. Per festeggiare la ricorrenza, molti cinema hanno proiettato il film che è stato il suo debutto cinematografico: Steamboat Willie (1928). Il primo Topolino era un tipo turbolento e vagamente sadico. In una sequenza notevole, che sfrutta l'introduzione del sonoro, Topolino e Minnie picchiano, strizzano e torcono gli animali presenti sulla nave per produrre un eccezionale coro sulle note di Turkey in the straw. L'oca diventa una tromba nella stretta delle loro braccia, la coda della capra viene usata per strimpellare, i capezzoli del maiale vengono pizzicati a ritmo, i denti della mucca vengono percossi come uno xilofono e le sue mammelle trasformate in una cornamusa.

[...]

Con il progressivo addolcirsi della personalità, si modifica anche l'aspetto esteriore di Topolino. Molti fan di Disney sono coscienti di questa trasformazione, ma nessuno, sospetto, si è mai reso conto di quali fossero i motivi che guidavano il mutamento. Credo che persino i disegnatori di Disney non si accorgessero di quanto stavano facendo, perché le modifiche sono avvenute a poco a poco nel corso del tempo. In breve, Topolino andò assumendo sempre più l'aspetto di un bambino. Dato che Topolino non ha mai cambiato la sua età cronologica – come la maggior parte dei personaggi dei cartoni animati, egli subisce senza alterarsi gli attacchi del tempo – il mutamento del suo aspetto rappresenta una vera e propria trasformazione evolutiva. (La progressiva infantilizzazione è un fenomeno evolutivo noto come neotenia.)
Le caratteristiche trasformazioni della forma che accompagnano la crescita umana hanno ispirato una notevole quantità di opere di biologia. Poiché la parte da cui si svilupperà la testa è la prima a svilupparsi nell'embrione ed è quella che, nell'utero, cresce alla velocità maggiore, (gradiente antero-posteriore, in termini tecnici) , il neonato avrà una testa grande in rapporto al corpo. Questo gradiente si capovolge nella crescita successiva e sono i piedi e le gambe le parti del corpo che crescono più velocemente. La testa continua a crescere, ma molto più lentamente del resto del corpo, in modo che le sue dimensioni relative diminuiscono.
Inoltre, durante la crescita umana, la testa subisce notevoli modifiche. Il cervello cresce molto lentamente dopo i tre anni e alla tipica testa infantile di forma bulbosa si sostituisce la testa dell'adulto, di forma triangolare e con una diversa posizione dell'arco sopracciliare. Gli occhi quasi non crescono, e le loro dimensioni relative diminuiscono decisamente. La mascella, invece, diventa sempre più grande. In confronto agli adulti, i bambini hanno testa e occhi più grandi, mascelle più piccole, un cranio prominente e gambe e piedi sproporzionatamente piccoli. Sono dolente di riconoscerlo, ma le teste degli adulti sono più simili a quelle delle scimmie antropomorfe.
Topolino, tuttavia, ha seguito questo cammino ontogenetico in senso opposto nel corso dei cinquant'anni che ha trascorso con noi. Egli ha assunto un aspetto sempre più infantile man mano che il personaggio di Steamboat Willie è andato cedendo il passo al grazioso e inoffensivo ospite di un mondo fantastico. Nel 1940, colui che una volta si era divertito a fare musica con i capezzoli di un maiale, riceve un calcio nel sedere per insubordinazione (come apprendista stregone nel film Fantasia). Nel 1953, in quello che sarà il suo ultimo cartone animato, egli va a pescare e non riesce neppure a sottomettere una fastidiosa vongola.
I disegnatori di Disney modificarono Topolino in silenzio, spesso usando in vario modo espedienti che mimano i cambiamenti della natura. Per dargli le gambe corte e paffute dei bambini, essi gli allungarono e allargarono i pantaloni. (Anche le braccia in seguito si ingrossarono e acquistarono delle giunture che ne accentuavano l'aspetto grassoccio.) Le dimensioni della testa aumentarono e il volto assunse un aspetto più giovanile. La lunghezza del muso di Topolino non è mai stata modificata, ma esso è stato ingrossato e così appare meno sporgente. Gli occhi di Topolino crebbero in due modi: innanzitutto, l'occhio del primo Topolino divenne, attraverso una modificazione evolutiva discontinua, una pupilla, in seguito l'intero occhio assunse dimensioni maggiori.
Le trasformazioni subite dalla testa sono particolarmente interessanti perché non dovevano alterare l'immagine convenzionale di Topolino: una testa rotonda con due orecchie e un muso oblungo. La testa rotonda non poteva, quindi, essere trasformata per dare l'idea del caratteristico cranio sporgente dell'infanzia. Le orecchie furono così spostate indietro, aumentando la distanza tra naso e orecchie, e dando rotondità alla fronte.
Per dare a queste mie osservazioni il marchio della scienza quantitativa, ho condotto delle misurazioni relative ai tre stadi dello sviluppo filogenetico ufficiale: il primo stadio è quello del Topolino dei primi anni trenta caratterizzato da un muso sottile e dalle orecchie poste nella parte anteriore della testa; il secondo stadio, quello del Topolino che appare nei panni di Jack nella favola della magica pianta di fagioli (1947); e il terzo ed ultimo stadio, quello del topo come appare oggi. Ho misurato tre segni della progressiva infantilizzazione di Topolino: la crescita delle dimensioni degli occhi rispetto a quelle della testa (misurata dall'attaccatura del naso all'estremità dell'orecchio posteriore); l'aumento della grandezza della testa rispetto a quella del corpo; l'aumento della volta cranica misurato sul progressivo spostamento dell'orecchio anteriore (calcolando la distanza tra l'attaccatura del naso e la cima dell'orecchio anteriore in percentuale rispetto alla distanza tra l'attaccatura del naso e la cima dell'orecchio posteriore).


Le tre misure sono aumentate progressivamente: gli occhi, che erano pari al 27% della lunghezza della testa, ne sono ora il 42%; la testa, a sua volta, che era pari al 42% del corpo, ne è oggi il 48,1%; la distanza tra l'attaccatura del naso e l'orecchio anteriore è passata dal 71,7% al 95,6% della distanza tra l'attaccatura del naso e l'orecchio posteriore. Ho paragonato queste dimensioni con quelle del giovane “nipote” di Topolino e ho concluso che l'aspetto del popolare personaggio dei cartoni animati si sta evolvendo verso una sempre maggiore somiglianza con i rappresentanti più giovani della sua genia, anche se ha ancora molta strada da percorrere per quel che riguarda le dimensioni della testa.
Vi potreste naturalmente chiedere che cosa abbia a che fare uno scienziato, anche solo marginalmente rispettabile, con un tale topo. Confesso che almeno una delle ragioni della scelta è il divertimento garantito da questo tipo di ricerche. (Sono di quelli che continuano a preferire Pinocchio a Quarto potere.) Tuttavia, Topolino mi aiuta a fare due importanti considerazioni. Dobbiamo innanzitutto chiederci perché Disney ha voluto modificare in questo modo il suo più famoso personaggio. I simboli nazionali non vengono modificati per capriccio, e chi conduce indagini di mercato (specie per le industrie delle bambole) impegna gran parte dei suoi sforzi e del suo tempo a scoprire quali siano le caratteristiche fisiche in grado di essere percepite come le più graziose e accettabili. Anche i biologi si sono impegnati a scoprire la stessa cosa in un gran numero di specie animali.
In uno dei suoi articoli più famosi, Konrad Lorenz afferma che gli umani utilizzano le caratteristiche differenze di forma tra bambini e adulti come importanti suggerimenti comportamentali. Egli crede che le fattezze infantili facciano scattare “meccanismi innati” che sovrintendono all'atteggiamento affettivo e protettivo negli umani adulti. Quando osserviamo una creatura vivente con caratteristiche infantili, sentiamo insorgere automaticamente dentro di noi una disarmante tenerezza. Il valore adattativo di questa risposta può difficilmente essere messo in discussione, in quanto la cura dei nostri piccoli è una necessità. Per inciso, Lorenz elenca tra i suoi stimoli scatenanti proprio quelle caratteristiche che Disney ha progressivamente dato al suo Topolino: “una testa relativamente grande, predominanza della scatola cranica, occhi grandi e situati in basso, estremità corte e grassocce, una consistenza elastica e movimenti goffi”.

[...]

Lorenz mostra il potere che le caratteristiche infantili hanno su di noi, e la qualità astratta della loro influenza, evidenziando il fatto che spesso giudichiamo anche gli animali sulla base dei medesimi criteri, anche se un tale giudizio sarebbe profondamente inappropriato in un contesto evolutivo. In breve, veniamo ingannati da una risposta evolutasi per un vantaggio dei nostri piccoli e trasferiamo le nostre reazioni a quegli animali che presentano lo stesso tipo di caratteristiche.

[...]

In ogni caso, le caratteristiche astratte dell'infanzia umana suscitano in noi potenti reazioni emotive anche quando le riscontriamo nell'animale. Io ritengo che l'evoluzione verso una progressiva infantilizzazione di Topolino rifletta la scoperta inconscia di questo principio biologico da parte di Disney e dei suoi disegnatori. Infatti, il tono emotivo di molti altri personaggi di Disney si basa sullo stesso principio. Il regno fantastico di Disney poggia su di una illusione di origine biologica: la nostra capacità di astrazione e la nostra disponibilità a trasferire in modo inappropriato ad altri animali le risposte suscitate in noi dalle trasformazioni determinate dal mutamento di forma dei nostri corpi.

[...]

L'odissea subita dall'aspetto di Topolino suscita un altro commento di tipo biologico. Il suo cammino verso l'eterna giovinezza ripete la nostra stessa storia evolutiva. Quello umano è, infatti, un genere neotenico. Ci siamo evoluti mantenendo nella maturità quelle che erano le caratteristiche infantili dei nostri antenati. L'australopiteco, come Topolino in Steamboat Willie, aveva una mascella pronunciata e una fronte bassa.
I crani degli embrioni umani differiscono di poco da quelli degli embrioni di scimpanzè. La nostra forma si modifica nella crescita seguendo la stessa strada, si ha una relativa diminuzione delle dimensioni della volta cranica perché il cervello cresce molto più lentamente del corpo, mentre le mascelle diventano sempre più pronunciate. Tuttavia, mentre negli scimpanzè queste trasformazioni sono molto accentuate, e producono alla fine degli adulti estremamente diversi dai piccoli, in noi questi mutamenti procedono molto lentamente e non vanno mai molto lontano. Così da adulti, manteniamo le fattezze che avevamo da bambini. Naturalmente cambiamo abbastanza da determinare una notevole differenza tra il bambino e l'adulto, ma questo cambiamento è molto inferiore rispetto a quello che si ha negli scimpanzè e negli altri primati.
La nostra neotenia è stata provocata da un notevole rallentamento dei ritmi di crescita. I primati si sviluppano molto lentamente rispetto agli altri mammiferi, e noi abbiamo portato questa tendenza a un punto che non ha confronto con gli altri mammiferi. Abbiamo tempi di generazione molto più lunghi degli altri mammiferi, una fanciullezza estremamente prolungata e una vita media che supera di molto quella degli altri mammiferi. Gli aspetti morfologici di eterna giovinezza sono stati per noi importanti. I nostri grandi cervelli sono, almeno in parte, il risultato di un'estensione del rapido tasso di crescita prenatale al periodo postnatale. (In tutti i mammiferi, il cervello cresce molto rapidamente nell'utero, ma il più delle volte la sua crescita postnatale è irrisoria. Nell'uomo questa fase fetale si prolunga nella vita postnatale.)
Anche i tempi in cui si susseguono le trasformazioni hanno avuto la loro importanza. Noi siamo soprattutto animali che apprendono, e la nostra infanzia prolungata ci permette di trasferire la cultura attraverso l'educazione. Molti animali dimostrano plasticità nella loro infanzia ma seguono modelli rigidamente programmati in età adulta. Scrive Lorenz nell'articolo già citato: “La caratteristica fondamentale che rende l'uomo tale, lo stato di perenne sviluppo, è quasi certamente un dono che dobbiamo alla natura neotenica dell'umanità”.
In breve, noi, come Topolino, non cresciamo mai, pur diventando, purtroppo, vecchi. I migliori auguri a te, Topolino, per il tuo prossimo mezzo secolo. Speriamo di poter rimanere giovani come te, diventando però un po' più saggi.

sabato 1 settembre 2018

A bordo


Anche voi, vero, quando vi trovate al cospetto di un'automobile che espone sul lunotto il vistoso adesivo "Bebè a bordo", pensate: "Ah bè, c'è il bebè a bordo, allora magari eviterò di esplodere colpi di rivoltella verso l'abitacolo, e sorpasserò senza tagliargli la strada per buttarlo nel fosso come faccio di solito" ? Bravi. Proprio come me.
L'adesivo di avviso dovrebbe apparire superfluo, se non addirittura irritante, a meno che non abbiate la coscienza davvero molto ma molto sporca sulla vostra condotta lungo le strade. Perché mai dovrebbe essere rilevante ai fini dell'attenzione che dedico alla guida o dovrei modificare una virgola del mio comportamento se a bordo dell'auto c'è un bebè piuttosto che un anziano o un disabile o una persona qualsiasi o un australopiteco (si noti, di passaggio, l'uso corretto del "piuttosto che" sebbene in questo caso possa apparire sottile la differenza rispetto all'uso che ne fanno i barbari) ? Ci si aspetta che io abbandoni ogni attenzione alla sicurezza negli altri casi ? La premurosa esposizione dell'avvertimento della presenza del bimbo a bordo lascia intendere che la mamma si ritenga circondata dalla più generale inosservanza del codice della strada da parte di una popolazione di gangster sanguinari pronti a uccidere per una precedenza, ma che si squaglieranno di commozione all'idea che nell'auto ci sia un pupo ?
E la fine di ogni possibile bellezza di tanti materni timori si raggiunge quando sorpassi l'automobile col bebè a bordo con tutte le prudenze del caso e mantenendo le debite distanze, e scorgi la mamma premurosa alla guida mentre digita messaggi sul telefonino.

mercoledì 8 agosto 2018

Informati

E poi venne il tempo un cui il Professor Supercazzola pubblicò un articolo nel quale si affermava che guidare veicoli sul lato destro della strada provoca gravi disturbi alla salute, poichè perturba il normale flusso di energia dei chakra e impedisce il coagularsi della memoria dell'acqua nell'insieme olistico dei merdidiani corporei tra pancreas e ginocchio; sulla destra inoltre il corpo umano finirebbe per raccogliere maggiori concentrazioni di mercurio e altri metalli pesanti a causa delle proprietà motorie psicomagnetiche dell'energia cosmica. Guidare sulla destra risultava quindi causa di gravi malattie come autismo, schizofrenia, unghie incarnite e pelle screpolata.
Subito si formarono agguerriti gruppi di antidestristi, che insorsero contro le imposizioni del codice della strada, e ben presto scoprirono le truffaldine magagne degli editori che guadagnano un sacco di soldi dalla stampa di migliaia di copie del codice della strada stesso. Ulteriori studi dimostrarono che in Italia, dove si guida sul lato destro, avviene un gran numero di incidenti.
La mamme informate si mobilitarono contro l'establishment e imposero ai loro bambini di andare in bicicletta sempre e solo sul lato sinistro o, meglio ancora, al centro della carreggiata. Anche di fronte all'evidenza di qualche spiacevole incidente, le mamme informate rivendicavano con orgoglio l'assenza di qualsiasi sintomo di autismo nei loro figli, quantunque ridotti a grumi di carne sanguinolenta e ossicini frantumati.
I no-dexxx presero piede (e ruote) e perseveravano nell'occupare qualsiasi parte delle strade tranne la destra: sinistra, mezzeria, banchine, marciapiedi, tutto. Qualcuno cominciò a preoccuparsi e a pretendere l'osservanza dell'obbligo di guida sulla destra, ma i gruppi no-dexxx lo zittirono accusandolo di essere al soldo dell'industria dell'automobile, potente lobby pronta a mettere a repentaglio la salute dei cittadini pur di non modificare la posizione del posto di guida.
Il MoVimento degli onesti (che si è sempre vantato di non saper distinguere la destra dalla sinistra) prima, dall'opposizione, cavalcò la protesta appoggiando apertamente mamme informate e no-dexxx, poi, in vista di una possibile ascesa al Governo, dichiarò di non essere contrario al fatto che si debba comunque scegliere un lato su cui circolare, poi, finalmente e trionfalmente al Governo assieme alla LAFV (Lega degli Analfabeti con la Felpa Verde), rinviò a tempo indeterminato l'osservanza di qualsiasi obbligo, in nome, ovviamente, della libertà di scelta dei cittadini.